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Almirante fu il primo segretario del MSI quando fu costituito, nello studio di Arturo Michelini il giorno 26 dicembre 1946, dopo essere stato al fronte, andatoci volontariamente per combattere nella RSI. Durante il regime non ebbe incarichi alti, lui stesso nel suo libro "autobiografia di un fucilatore" scrive che scelsero lui perchè era il più giovane e colui che non ebbe una figura di spicco nel regime.
All'epoca Almirante era un professore di Italiano, laureatosi in Lettere e arrotondava lo stipendio con delle lezioni private che impartiva nelle stanze del partito stesso. Quando fu scelto come primo segretario, egli svolse la prima campagna elettorale che gli portò il primo successo.
Almirante scrive, infatti, che quando gli vietarono per tre mesi di tenere comizi perchè ritenuto fascista, lui stava avendo due pubblicità: la prima il fatto che tutti i giornali ne parlavano, la seconda è che lui non sapeva ancora fare l'oratore e quindi si stava salvando in calcio d'angolo. Quando, poi, a tre giorni dalle prime elezioni comunali di Roma, fece il primo comizio, inaspettatamente raccolse 25 mila spettatori, con la questura che cercò invano di sciogliere la manifestazione caricando la folla. Disse in seguito che quello fu il primo atto di vera propaganda: "il fatto che la questura caricava la folla per essere venuta al mio comizio e la folla rimaneva imperterrita a sentirmi parlare."
Una vita fatta di successi e insuccessi. Una vita fatta di insegnamenti verso i più giovani. Almirante insegnò ai giovani dell'MSI che non si doveva odiare l'avversario, poichè lui aveva sentito a caro prezzo l'odio dei comunisti verso di lui. Anche quando andò a Valle Giulia presso la facoltà di Architettura, dove si stava tenenedo uno scontro fra comunisti e fascisti, lui ci andò per "ritirare" i suoi ragazzi. Al suo arrivo i fascisti interruppero la violenza e seguirono le sue parole.
Fu così che nacque una grande generazione di destra. Un MSI che contava la presenza delle donne e l'istituzione, per la prima volta nella storia, della costituente di destra al femminile, in cui vi partecipò anche la nostra Adriana Poli Bortone.
Almirante sfidò i governi e governicchi che la storia d'Italia portò in superficie. Fu il primo a lanciare l'idea del regionalismo con il presidente regionale ad elezione diretta. Il regionalismo arrivò nel 1970, l'elezione del governatore regionale ad elezione diretta arrivò nel 1999, due proposte di Almirante che qualuno le ha fatte proprie.
Almirante fu l'uomo che immaginò il futuro attraverso una destra non più nascosta, ma grande e aperta al mondo; una destra europea. Voleva una destra che non stesse più nelle piazze per gli scontri violenti, ma che stesse nelle istituzioni, nelle università.. Come dirà Fini durante il discorso al suo funerale, è il leader delle nuove generazioni poichè intravise il futuro e cercò di insegnarlo.
Durante tutto il suo cammino, fu rispettato da amici di partito e avversari politici; all'inizio fu condannato al confino per la ricostruzione del partito fascista, poi, verso gli anni '80, lo chiamavano democratico.
Lui stessò dirà "Non so se io meriti di essere chiamato democratico, soprattutto da chi ritiene di avere il diritto assoluto dell'uso del termine, però so solo che me lo sono conquistato a caro prezzo".
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